Introduzione alla storia del comune di Charvensod

La storia di questo comune è pressoché identica a quella di altri comuni valdostani che affondano le loro radici all’epoca dell'ultima glaciazione. I sintetici paragrafi che seguono ne danno una visione, seppure parziale, dalle origini, meglio conosciute grazie alle rilevazioni sulle grandi variazioni climatiche nel corso del tempo e alle scoperte paleografiche e archeologiche, fino ai primi secoli del passato millennio.

Per gli approfondimenti si segnalano fra gli altri, il libro Charvensod – Alla ricerca delle radici di Gino Vernetto (Aosta, 2002) e la pubblicazione Charvensod (Aosta, s.d.), dai quali sono state tratte le notizie riportate.

Preistoria e primi insediamenti

Il paesaggio della Valle d'Aosta è stato modellato dai ghiacciai che la ricoprivano interamente.

Intorno al 3000 a.C., i primi stanziamenti, con molta probabilità di pastori e cacciatori, iniziarono a popolare il territorio della regione. Nel XIX secolo si rinvenne a Charvensod, nella località di Ampaillan, un braccialetto in vetro verde, risalente al primo millennio avanti Cristo, facente parte, con ogni probabilità, di un corredo funebre. In epoca successiva vennero ritrovate, sempre ad Ampaillan, alcune pietre sepolcrali con braccialetti (o armille). Si può quindi affermare che anche il nostro comune fu meta d'insediamenti preistorici.

La romanizzazione e l’etimologia del toponimo di Charvensod

I primi insediamenti sono attribuibili a una popolazione di ceppo Celto-Ligure che, miscelandosi anche con genti diverse, fu poi indicata dai Romani con il nome di Salassi.

I Romani fondarono la colonia militare Augusta Prætoria Salassorum (Aosta)  nel 25 a.C. con lo scopo di controllare le principali vie di comunicazione degli attuali Piccolo San Bernardo e Gran San Bernardo.

I Romani, dopo la fondazione di Augustia Prætoria, si dedicarono alla colonizzazione delle terre circostanti  che furono assegnate ai pretoriani veterani.
Nei dintorni della città si formarono i cosiddetti fundi che presero il nome delle famiglie romane proprietarie.

La piana di Plan-Félinaz era tra le più fertili, e per di più nelle immediate vicinanze della nuova città, e quindi molto appetibile. Pertanto, tracciata la rete viaria, i Romani procedettero alla "centuriazione" del terreno, cioè alla sua divisione regolare e geometrica, formando dei quadrati detti appunto "centurie", che misuravano circa 50 ettari, poi suddivise in unità minori.
Le assegnazioni di terra erano generalmente pari ad un terzo o ad un quarto di centuria, ma non erano infrequenti quelle di un'intera centuria. Così, probabilmente, al veterano Calvus o Calventius venne fatta l'assegnazione del territorio che da lui prese il nome di fundus Calventianus e più tardi Charvensod.

All'epoca romana risale il "pons suavis", ubicato circa 1 km più a est dell'attuale e di cui rimangono alcune tracce; il ponte permetteva il passaggio da Augusta Praetoria ai "fundi" dell'envers.

L'alto Medioevo e la fondazione della chiesa di Santa Colomba

Alla caduta dell'Impero Romano d'occidente, avvenuta nel 476 d.C., la Valle d'Aosta divenne dominio dei Burgundi. Intorno al VI secolo d.C. furono gli Ostrogoti a imporre la loro sovranità. Nel 568 in Italia giunsero i Longobardi, che occuparono il fondovalle. Questi furono sconfitti nel 575 dal re di Borgogna Gontrano. Da quel momento la Valle d'Aosta fece parte del regno dei Franchi, prima sotto la dinastia dei Merovingi e poi sotto quella dei Carolingi.

In questo periodo, secondo lo storico Joseph-Gabriel Rivolin, venne fondata la chiesa di Santa Colomba, patrona di Charvensod: "Se oggi il nome di santa Colomba dice poco, nell'alto Medioevo il suo culto, promosso dai re merovingi, fu molto diffuso in tutto l'Occidente cristiano ed ebbe come centro l'abbazia reale di Sainte-Colombe-lès-Sens, fondata da Clotario II nel 620 circa attorno alla tomba della santa. Colomba rientra dunque a pieno titolo nel novero dei santi il cui culto, come notavano già monsignor Duc e l'abbé Henry, provenne dalla Gallia all'epoca in cui la Valle d'Aosta era parte integrante del regno dei Franchi.

Che si possa collocare la fondazione della chiesa di Charvensod in epoca merovingia e in connessione con una grande proprietà di origine gallo-romana, appare tanto più probabile, quanto più si conosca il progressivo radicamento della religione cristiana nel corso della tarda Antichità e dell'alto Medio Evo. Michel Aubrun, nel ricostruire le prime fasi della storia dell'istituto parrocchiale, descrive come si fosse passati dalle poche chiese battesimali extraurbane di epoca paleocristiana al fiorire di oratori privati, collocati appunto nell'ambito di grandi domaines appartenenti a proprietari laici, sin dalla fine del V secolo. Autorizzato formalmente dal concilio di Agde del 506, il culto in cappelle private, collegato alle esigenze religiose della famiglia del dominus e dai suoi servi, coloni e sottoposti, subì una naturale evoluzione verso la formazione di autonome parrocchie, la cui ufficializzazione avvenne progressivamente, adducendo ragioni di comodità, di sicurezza, di lontananza degli oratori dalle pievi originarie. Tale processo avvenne per l'appunto a partire dalla fine del V secolo e si protrasse sino all'epoca carolingia, in cui la parrocchia, diffusasi capillarmente mediante la disgregazione delle antiche e vaste plebanie di origine paleocristiana, divenne un vero e proprio instrumentum regni per l'inquadramento della popolazione, non soltanto sotto l'aspetto religioso.

Perché, quindi, propendere per una datazione del titulus di Santa Colomba di Charvensod all'epoca merovingia piuttosto che a quella carolingia? È presto detto: Colomba, il cui culto fu particolarmente in auge all'epoca di Clotario II (re dal 584 al 629), come si è ricordato, era una martire e si ricollegava quindi a una tradizione più antica, rispetto ai culti per i santi confessori e particolarmente per i santi locali: culti che si diffusero appunto in epoca carolingia, ma cui la Chiesa stentava ancora, all'epoca di Carlo Magno, a riconoscere piena legittimità, come dimostrano i canoni del concilio di Francoforte del 794, ostili all'introduzione di "nuovi" santi che non avessero subito la prova del martirio. Per reazione, il periodo successivo vide la moltiplicazione di chiese dedicate a santi locali, in genere confessori. Pur non costituendo un argomento decisivo, la qualità di martire della patrona della chiesa di Charvensod è dunque un elemento che rende più probabile l'ipotesi di un'intitolazione di essa in un'epoca successiva alla costruzione dell'abbazia di Sens, ma precedente la fine dell'ottavo secolo".

Dopo la caduta dell'Impero Carolingio (888) la nostra regione si trovò a far parte del secondo regno di Borgogna, sotto Rodolfo I.

Intorno all'anno Mille

"Il secondo regno delle alpi", così era nominato dai Burgundi, si dissolse nel 1032 con la morte del re Rodolfo III e, di fatto, la Borgogna fu inglobata nel Sacro Romano Impero Germanico. Con altre regioni europee fu sottoposta alle pressioni centrifughe tipiche dell'epoca feudale. Signori e signorotti rivaleggiarono tra loro per impadronirsi di nuovi feudi, crearono casati novelli, tra cui quello dei Conti di Moriana, poi chiamati Conti di Savoia che si presuppone facessero parte della stirpe burgunda e quindi legata alla passata dinastia. La Valle d'Aosta si legò così a Casa Savoia e fu parte integrante della Contea, del successivo Ducato (1416), del Regno di Sardegna (1720) e del Regno d'Italia (17 marzo 1861).

Charvensod nel Medioevo

Il territorio di Charvensod fece parte della signoria di Brissogne che appartenne alla nobile famiglia dei signori di Quart, già signori "Porta Sacti Ursi" fino al 1378, quando, a causa dell'estinzione del casato, fu incamerata direttamente dai Savoia.

Nel 1405 Amedeo VIII di Savoia cedette in feudo la signoria di Brissogne a Thibaud de Montagny. Con successivi passaggi ereditari la signoria passò, nel 1505, alla famiglia di Aymon de Genève-Lullin e, nuovamente per eredità, entrò in possesso della famiglia de Tollen.

 

La nascita della Parrocchia di Santa Colomba in Charvensod

Il primo documento in cui è menzionata la chiesa di Santa Colomba a Charvensod è un atto del e giugno 1180 in cui il vescovo di Aosta Guigo la cede la prevosto di Verrès il quale, nel 1248 la cede nuovamente al vescovo di Aosta Pierre de Pra. Il 23 dicembre 1258 la chiesa di Charvensod viene unita ai beni della Mensa episcopale e inizia in questo modo il lungo e proficuo rapporto tra la comunità di Charvensod e i vescovi di Aosta.

Il 1 ottobre 1308 la chiesa di Santa Colomba è istituita in parrocchia, per volontà del vescovo beato Emerico di Quart.

I vescovi e Charvensod

Anche i  vescovi di Aosta sono stati signori di Charvensod. In modo particolare, dal XIII al XIX secolo, hanno avuto giurisdizione sulla quasi totalità dei boschi, possedevano poi terreni, pascoli e alpeggi. Inoltre, nel castello di loro proprietà, ubicato presso la chiesa parrocchiale, hanno trascorso periodi di riposo e riflessione.

Charvensod nell’età moderna

La signoria di Brissogne venne spartita, durante l'età moderna, a causa di passaggi ereditari e di acquisti, tra numerose famiglie che possedevano quote diverse di giurisdizione: i  Tollen  e i  Gal (secolo XV); i Passerin, i Roncas e i Rapet  (secolo XVII); i Lostan,  i Carrel e i Ferrod (secolo XVIII), con Jean-François  Ferrod il territorio di Charvensod fu unito a quello della baronia di Sarre. Ai Ferrod successero i Daviso che ottennero l'erezione di Charvensod in baronia.

La nascita del Comune di Charvensod

È impossibile, alla luce dei documenti oggi conosciuti, stabilire la data di nascita del Comune di Charvensod, o meglio la data in cui la comunità di Charvensod prese per la prima volta la denominazione di “Comune”. Secondo lo storico Orphé Zanolli il documento fondamentale che dà origine a tutti i comuni della Valle d’Aosta è l’editto del 15 dicembre 1762.

La soppressione del comune in epoca fascista

Il 26 febbraio 1928 il regime fascista decise di unire il comune di Charvensod a quello di Aosta; questa situazione si risolse nel 1946 e con la successiva  promulgazione dello Statuto di Autonomia della Valle d'Aosta (26 febbraio 1948).

La Resistenza

Il 28 aprile 1944 tre giovani di Charvensod: Joseph Donzel, Yves Pellissier e Louis Vazier vennero fucilati dai fascisti all'ingresso del Capoluogo; venne costituita, in seguito a questo tragico evento, una banda partigiana che prese il nome di "Banda Donzel"; il 9 aprile 1945, a Pont-Suaz venne ucciso, perché trovato in possesso di documenti compromettenti, un altro giovane di Charvensod, Guido Saba.