La romanizzazione e l’etimologia del toponimo di Charvensod
I primi insediamenti sono attribuibili a una popolazione di ceppo Celto-Ligure che, miscelandosi anche con genti diverse, fu poi indicata dai Romani con il nome di Salassi. Stanziati nel Canavese e nella Valle d’Aosta, essi furono vinti nel 143 a.C. dai Romani, che, nel 100 a.C., fondarono la colonia di Eporedia (Ivrea) per controllare il territorio.
L’opera di assoggettamento della popolazione valdostana da parte dei Romani fu completata con la fondazione della colonia militare Augusta Prætoria Salassorum (Aosta), avvenuta nel 25 a.C. con lo scopo di controllare le principali vie di comunicazione del Piccolo San Bernardo e del Gran San Bernardo.
I Romani, dopo la fondazione di Augustia Prætoria, si dedicarono alla colonizzazione delle terre circostanti che furono confiscate, almeno in parte, ai nativi e assegnate ai pretoriani veterani.
Nei dintorni della città si formarono i cosiddetti fundi che presero il nome delle famiglie romane proprietarie.
Dallo studio di Pietro Massia Intorno all’etimo del nome locale di Charvensod si deduce, relativamente al toponimo di Charvensod, che:
a)- "la base latino-volgare del toponimo è Calventio[t]tus, che, risalendo, ci conduce diviati a un Calventius, il quale, a sua volta, ha origine nel nome personale, pur romano, Calvus".
b)- "la base romanza Calventiottus ha subito alcune peculiari evoluzioni fonomorfologiche per giunger alla forma d’oggi".
c)- "Calventiottus avrà significato, in origine, figlio, prognato di Calvenzio, laonde Charvensod sonerà podere, fondo del figlio di Calvenzio, cioè Calventiottus fundus... ".
Analogamente a quanto accadde nella pianura di Gressan, com'espone Marco Gal in Gressan - Profili di storia sociale e culturale, anche la piana di Félinaz era tra le più fertili, e per di più nelle immediate vicinanze della nuova città, e quindi molto appetibile. Pertanto, tracciata la rete viaria, i Romani procedettero alla "centuriazione" del terreno, cioè alla sua divisione regolare e geometrica, formando dei quadrati detti appunto "centurie", che misuravano circa 50 ettari, poi suddivise in unità minori.
Le assegnazioni di terra erano generalmente pari ad un terzo o ad un quarto di centuria, ma non erano infrequenti quelle di un'intera centuria.
E come al veterano Grattius fu fatta un’assegnazione di terra che prese il nome di fundus Grattiani (o Gracciani o Grassiani o Graxiani) nel territorio che, a seguito di modifiche nel tempo, si chiamò poi Gressan, così al veterano Calvus o Calventius venne fatta l’assegnazione del territorio che da lui prese il nome di fundus Calventianus e più tardi Charvensod.
Quella sopra esposta è l’ipotesi più attendibile, ma non è l’unica. Infatti, l’avvocato Louis Christillin, in Mémoires historiques sur la Vallée d’Aoste, sostenne che Terenzio Varrone, dopo aver fondato Aosta, avrebbe stabilito, a scopo alimentare, una mandria di "caprioli", denominando il luogo "capra in saltu", cioè la capra nel bosco non adatto al bestiame grosso; nome che poi col tempo divenne Charvensod o Chavrensod.
L’Abbé Henry in Histoire populaire réligieuse et civile de la Vallée d’Aoste sposa invece la tesi più accreditata e scrive:
" Nei dintorni della città vennero a stabilirsi delle grandi famiglie romane che acquisirono dei vasti fondi ai quali trasmisero i loro nomi: abbiamo così il "fundus Calventianus", (più tardi Calvensol, Charvensod)...".
