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La chiesa parrocchiale

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La parrocchia di Charvensod è citata in un documento del 2 giugno 1180 con il quale il vescovo di Aosta Guigo la cede al prevosto di Verrès Gualberto. Questa dipendenza non durò a lungo visto che nel 1248 o 1249 il prevosto di Verrès la cede nuovamente al vescovo di Aosta.

Nel 1258, come risulta da una bolla papale di Alessandro IV, la parrocchia fu unita alla Mensa Vescovile e il vescovo di Aosta era rappresentato da un vicario.
Nel 1308 il Beato Emerico di Quart la erige in Vicaria perpetua, assegnando al vicario una rendita proveniente da censi, decime e terreni attigui al Palazzo episcopale, che si trovava vicino alla chiesa stessa. Di quest’ultimo rimangono ormai solo i resti di una torretta circolare nell’angolo nord-ovest del muro di cinta.

La denominazione "parochia de Charvenzo (e altrove, Chalvenzo)" la ritroviamo in un documento del 1305, elencante i censi dovuti da questa alla Curia vescovile, mentre nel 1308, nell’atto di erezione della parrocchia in vicariato perpetuo, il vescovo Emerico I di Quart dice semplicemente "locus et ecclesia sanctae Columbae" (essendo Santa Colomba la titolare della chiesa di Charvensod).

Questo stato durò fino al 1782, quando i comuni si impegnarono a garantire un reddito ai parroci. In seguito al concordato del 1984, è ora l’Istituto sostentamento per il clero che provvede al mantenimento economico dei sacerdoti.

L’attuale chiesa parrocchiale di Santa Colomba, risalente al 1622, è stata poi sopraelevata e ampliata nel 1830-1831. Il suo altare maggiore, in legno dorato e intagliato, data probabilmente del XVIII secolo, come pure i due altari laterali, dedicati al Rosario e a Sant’Antonio. Fra gli oggetti di arte sacra spiccano un reliquario in rame argentato e dorato e una croce astile in lamina argentata, entrambi del XV secolo.

Studio su Santa Colomba a cura di Joseph-Gabriel Rivolin
Lo storico valdostano ci ha fatto dono di questo suo approfondito lavoro
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